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Nebbia

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Nel mio sito ho deciso di iniziare ad ospitare recensioni di scrittori emergenti, possibilmente alla loro prima opera sia che si tratti di silloge o romanzo.


La prima autrice che verrà ospitata in questa nuova area del sito è Chantal Guzzetti con la sua opera prima "Nebbia" edito da Brè Edizioni del Gruppo Santelli.




La prima cosa che mi è saltata agli occhi è l’estrema umiltà di Chantal nell’affrontare questa avventura e nel chiedere consigli, pareri, suggerimenti ai suoi lettori. Questa dote che ha dimostrato è quella dei dei veri artisti, i soli che sanno esprimere umiltà nel richiedere ed accettare pareri nella consapevolezza che tutto può aiutare a migliorare ulteriormente. 


Poi entrerei nel merito dell’opera.


Lo scaturire dei personaggi è fluido, quasi inesorabile; spuntano un po’ come funghi nel bosco qua e la tra la nebbia che la fa da padrone sia in senso reale che metaforico, descritti in maniera quasi maniacale, con una lentezza ossessiva che non fa presupporre una possibile soluzione del caso a prescindere. Meticolosa la descrizione dei luoghi cui il lettore, grazie a passaggi successivi, si trova davanti realizzata quasi a strati come generato da una stampante 3D.

Quindi la suspence ed il dubbio si insinuano proprio come la nebbia anche nella mente di chi legge che, pagina dopo pagina, vorrebbe sapere sempre di più quasi per trovare per primo il bandolo della matassa di questo apparentemente irrisolvibile mistero. 

Parliamo del personaggio chiave, l’ispettore… 

Abbiamo conosciuto tantissimi ispettori di polizia nelle innumerevoli storie divenute fiction nel tempo, ma l'autrice è riuscita a caratterizzare in maniera unica questa figura tremendamente italiana, ma che a ben vedere, almeno a me, ricorda davvero tanto l'ispettore Maigret, di George Simenon, e ci vedo molto del Maigret interpretato da Gino Cervi negli sceneggiati rai degli anni ’60. Chissà se Chantal vi si sia ispirata anche solo inconsciamente.

E poi quella dicotomia stupendamente descritta tra la vita del paesino nei boschi tra le montagne contrapposta a quella del vivere frenetico di Milano che posso dire di avere vissuto e di cui sento il profumo tra le righe del suo romanzo. 


E in questa estate di caldo esagerato ed esageratamente forzato, sentire parlare di nebbia, almeno in teoria ,rappresenta davvero una folata di aria fresca in questa assurda canicola.


Veniamo al sunto della storia: 

è un giallo a tutti gli effetti, un mild thriller, ma psicologico e dove forse più che a trovare il colpevole degli omicidi l’autrice si diverte a giostrare i suoi personaggi nella ricerca di se stessi con le loro storie opache e difficili svelate a poco a poco ed in cui la ricerca della verità sul caso è quasi un pretesto per evidenziare le proprie colpe esistenziali più che cercare di dimostrare la propria innocenza in merito ai delitti commessi.

C’è la giusta sorpresa finale sul colpevole, ma la vera sorpresa è ciò che accade a tutti gli altri personaggi del romanzo… ma nemmeno sotto tortura potrei rivelarlo … 


Insomma, ve lo dice uno che i gialli non li ha mai amati particolarmente, preferendo altri tipi di opere… decisamente… però lasciatemelo dire, se volete immergervi in un thriller che vi sappia trasportare in un mondo quasi magico sospeso sulla realtà … siete arrivati sul libro giusto…. 


"Nebbia" ti trascina in un mondo incantato, tra streghe , diavoli, tra paganesimo e religiosità.. un intrigo davvero fitto fitto che come un sogno complicato poi si dipana all’alba… proprio quando la nebbia si dirada … buona lettura!


Quindi per me è pollice alto per questa opera prima di Chantal Guzzetti ed anche per la suggestiva copertina.

E se volete sapere qualcosa di più sull'autrice collegatevi al suo sito web.




E ora ... un po' di biografia....


Chantal Guzzetti nasce in Lombardia nel 1982. Fin da giovane sviluppa un forte legame con la natura e con i paesaggi montani, in particolare con una località del nord Piemonte dove la famiglia acquista una piccola baita immersa nei boschi. Proprio quell’ambiente isolato, suggestivo e carico di atmosfere misteriose diventa negli anni una fonte costante di ispirazione narrativa.

La passione per la lettura, coltivata sin dall’infanzia, la conduce naturalmente alla scrittura. Da questo percorso nasce Nebbia, thriller ambientato a Croveo e pubblicato da Brè Edizioni (Gruppo Santelli), romanzo in cui confluiscono l’amore per i luoghi montani e l’interesse per le zone più oscure dell’animo umano.

Parallelamente all’attività letteraria, gestisce il negozio di famiglia, attivo dal 1979 e situato nei pressi del centro di Milano. Lettrice appassionata, da anni cura anche un blog personale dedicato ai libri, spazio in cui condivide recensioni, riflessioni e consigli di lettura.

Tra le sue prime influenze letterarie figura Stephen King, autore che l’ha avvicinata al potere evocativo della narrazione. Con il tempo sviluppa un particolare interesse per il giallo e il thriller, approfondendo i classici di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle e consolidando una predilezione per le storie di suspense e investigazione psicologica.


ed infine la 4a di copertina:


In un piccolo paesino Piemontese di montagna, una giornata di festeggiamenti si trasforma in tragedia. Un gruppo di donne, accompagnate da pochi compaesani, scopre il cadavere di un uomo attaccato penzoloni sul ciglio della cascata. Il giorno dopo viene trovata anche la moglie, morta.

L'avvenimento sconvolge la pace e la tranquillità del luogo in cui pare non essere mai accaduto nulla del genere, ma le pigre autorità del posto lasciano il caso insoluto che, un mese dopo, viene passato al comando di Milano. Dalla Lombardia mandano Claudio De Simone in spedizione a Croveo, paese in cui si sono consumati i delitti, per riaprire e risolvere l'indagine povera di prove sull'omicidio dei coniugi Galli.

Nel frattempo, in un paese lombardo, la figlia dei defunti sta affrontando il lutto e una grave amnesia causata da una botta in testa. Sì, perché il giorno della scomparsa di Antonietta e Walter Galli, Alice si era recata a Croveo, era fuggita nel bosco e al controllo delle autorità, ed era stata poi trovata accanto al cadavere della madre, priva di sensi. Quello che era successo non lo sapeva nessuno, nemmeno lei perché non lo ricordava. Tornata in Lombardia e uscita dall'ospedale, Alice ricorda poche cose del passato, ma comincia a fare dei sogni e non sa se sono solo fantasie o sono ricordi che riaffiorano.

Quando l'ispettore De Simone la chiama e la invita a incontrarlo nel paesino piemontese, Croveo, lei accetta e, una volta arrivata, scopre di essere una dei sospettati del caso.

De Simone cercherà di entrare nelle grazie degli abitanti del luogo e, man mano che l’indagine proseguirà sospetterà più o meno di tutti: a partire da Alice e del suo amico di infanzia Alessandro, credendoli complici; scoprirà che l'affascinante prete del paese, Don Bruno, ha un passato discutibile e che fa breccia nei cuori di due parrocchiane: Maria Gentile e Sara Colombo. I personaggi sono diversi e l'intreccio rischia di mandare l'ispettore al manicomio perché percepisce il caso come avvolto in una fitta nebbia, sembra vederla ovunque.

Nonostante sia complicato e abbia solo un pugno di indizi, De Simone risolverà il caso e deciderà di riprendere in mano la sua vita, proprio in quel piccolo paesino di montagna.

 

Chantal Guzzetti



 
 
 

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