Cabrini
- 1 giorno fa
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No, questa volta non si parla del bell'Antonio, gigante terzino della Vecchia Signora e della Nazionale più ricordata e amata della storia del calcio italiano. Quindi non parleremo della finale del 12 Luglio 1982 , nè dei successi di questo grande campione del calcio italiano.
Questa volta il anzi "la" Cabrini di cui voglio parlare è un esempio sempre di grande dedizione e impegno ma non in ambito sportivo, bensì ecclesiastico umanitario.
La Cabrini infatti, al secolo Francesca Saverio Cabrini è stata una suora italiana missionaria a cavallo tra la fine del secolo XIX e il ventesimo , lo scorso per intenderci.
E perché parlare di questa suora missionaria nata perfino prima della nazione italica, oggi negli anni 20 di 2 secoli dopo?
Intanto perché è una faccenda di memoria e in questo caso di memoria collettiva e va ricordata, per questo, poi perché ben 2 papi l'hanno dichiarata prima beata e poi santa per indubbi meriti umanitari se non vogliamo vedere la parte religiosa della sua santificazione.
Quello che mi ha colpito di più di questa storia, raccontata in maniera egregia nel film di Alejandro Monteverde del 2024 è l'ostinazione e la caparbietà di questa donna, in un mondo ben diverso dal nostro dove quel che oggi è diventato quasi paradossale perché divenuto "politically correct", allora era un dato di fatto. Le donne erano trattate meno di niente, ed il fatto che una suora missionaria sia riuscita a farsi strada e convincere addirittura il papa a lasciarle seguire le proprie intenzioni se pur apparentemente impossibili la colora di un aura che davvero pochi personaggi della nostra storia hanno avuto ... mi vengono in mente Madre Teresa per restare in ambito ecclesiastico o il Mahatma Gandhi.
Come al solito invito a vedere la succitata pellicola che ne racconta la storia e come non parlare del suo regista, come già citato più volte molto apprezzato (specialmente da me) nella cui filmografia spicca il recente "The Sound of Freedom" che caldamente invito a vedere...
Non voglio evitare di dire che lei è divenuta il patrono degli immigrati, di tutti gli immigrati. Ma non posso dimenticare che come alla fine del 18° secolo la situazione di estrema povertà che attraversava l'Italia in quel periodo spinse milioni di italiani a tentare la fortuna oltreoceano creando il tessuto umano e culturale per le discriminazioni con cui la Cabrini ha avuto a che fare.
Oggi la situazione è simile ma i migranti, prevalentemente africani, sono spinti ad attraversare da clandestini il loro continente per poi tentare ulteriormente la sorte attraversando il mediterraneo nella speranza di rifarsi una vita in qualche paese della vecchia europa.
Mestizia ci colga sempre ogni volta che una di queste bagnarole della speranza affonda trascinando con se decine di povere persone che volevano solo sfuggire a qualcosa di terribile nel loro paese di origine. Però non si può non considerare che oggi per attraversare l'Africa ed arrivare in Europa il mezzo più veloce non sia certo il canotto x mare o le carovane del deserto nel sud Sahahra o lente navi transoceaniche come ai tempi delle navi negriere del '600 o dei transatlantici di inizio '900. Per fortuna, oggi, chi volesse giungere in Europa in poche ore si potrebbe tranquillamente prendere un aereo il cui costo rispetto ai viaggi della speranza gestiti dai trafficanti di migranti ,sarebbe perfino incredidibilmente più conveniente .... E allora perché abbiamo tutti questi migranti che non vogliono usare mezzi più veloci e sicuri ?
Beh l'unica risposta semplice che mi riesco a dare è ... perché non possono!
Anzi la maggioranza strappa i propri documenti prima di passare l'ultimo confine così non potrà mai più essere reimpatriato nel suo paese d'origine .
Quindi la morale di questa storia è ... quando si paragona l'immigrazione di oggi con quella dei nostri antenati sfuggiti alla fame ed emigrati in maniera regolare, ma trattati da schiavi come ai tempi delle importazioni forzate degli inglesi dalle terre d'Africa, occorre essere molto attenti e precisi. E' troppo facile fare di tutta l'erba un fascio... e credetemi, l'ho fatto anche io questo errore e l'ho pure lasciato nero su bianco... Per cui prima di esprimere giudizi definitivi è assolutamente necessario essere in grado di vedere il quadro nella propria interezza e non fare paragoni avventati solo perché si parla apparentemente della stessa cosa....
1) L'immigrazione dei negri in America è stata una cosa (forzata, generata dalla necessità di forza lavoro nelle americhe dai bianchi inglesi spagnoli e portoghesi)
2) L'immigrazione degli italiani in America è stata un'altra cosa (volontaria, regolare, controllata ma repressa, necessaria per povertà)
3) L'immigrazione degli Africani in Europa attuale è ancora altra cosa (volontaria ma illegale, incontrollata e incontrollabile, favorita da organizzazioni solo apparentemente umanitarie)
E sull'immigrazione dei negri in America vi sarà occasione di disquisire in altro post.

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