Profondo Nero a dispetto del nome e del colore non è come il Libercolo Rosso un libro autoreferenziato ed autarchico ma è frutto di tante idee e collaborazioni di amici che mi hanno aiutato a dare un senso anche fuori dai versi a quello che avevo scritto in questi anni. E la veste grafica che mi è stata gentilmente concessa dal genio fotografico visionario di Alberto, collega ed amico (http://thepixelrevenge.net) interpreta, come non avrei mai saputo fare io, pienamente il senso dei versi scesi a calcare le pagine di questo libro. 

Proprio come l'angelo di Klimt, geniale intuizione di Francesco, amico e critico (o critico e amico) che guardando i miei scritti dalla scrivania del  professor Keating ha saputo trovare un filo conduttore dal passato al  futuro che nemmeno in cent'anni di elucubrazioni avrei potuto dipingere ed esprimere allo stesso modo.   

Al pensare che sia stata scritta in pochissimo tempo in viaggio su un treno non posso che rimanerne incredibilmente piacevolmente stupito e contento. 

Daniele ed Enrico, uno paziente lettore e critico che definire severo sarebbe decisamente riduttivo il cui supporto morale e materiale è stato indispensabile in tutti questi anni di paziente ascolto, l'altro  che mi ha fornito senza saperlo spunti e idee che sono finite direttamente tra le righe dei miei versi.

E ora è venuto il momento di ricordare Beppe ed Andrea cui il libro è dedicato e che sono venuti a mancare recentemente mentre ancora stavo scrivendo. Beppe mio cugino e Andrea mio carissimo amico entrambi insostituibili e vivi sempre nel profondo del mio cuore.

Solo che non so cosa altro dire di più e di meglio, perché la morte farà anche parte integrante ed ineluttabile della vita, ma ci lascia sempre senza fiato o, come piace dire a me, senza afflato di parola....

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