• Danny

Gian Maria Volontè

Aggiornato il: apr 21





Sono incappato per caso in questa intervista di Gian Maria Volontè, che per chi non lo conoscesse è stato uno dei nostri migliori attori della seconda metà del secolo scorso. A titolo di esempio citerei qualche pellicola interpretata tra la fine degli anni '60 e i primi anni '80 film del calibro di "A ciascuno il suo", diretto da Elio Petri, che ne ha curato la sceneggiatura assieme a Ugo Pirro (film per intenderci liberamente ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore Leonardo Sciascia), "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" sempre di Elio Petri, film che vinse l'Oscar 1971 come miglior film straniero, "Uomini contro" e "Il caso Mattei" questi ultimi con il regista Francesco Rosi, per poi passare a Sacco e Vanzetti (1971) e Giordano Bruno (1973) di Giuliano Montaldo. Con Petri continua la sua collaborazione in "La classe operaia va in paradiso" con la celeberrima interpretazione di Ludovico Massa, detto Lulù, operaio milanese sempre in bilico tra l'essere perfetto operaio modello e un rivoluzionario in contrasto col sistema.

A me hanno sempre fatto impazzire sia questo personaggio in cui sfoggia un milanese praticamente perfetto, sia quello del capo della polizia ed il suo accento siciliano incredibile che la dice lunga sulla grande versatilità dell'attore. Me li sono visti e rivisti decine di volte... Va beh la storia di Volontè per chi interessa è ben ben narrata anche su Wikipedia, io preferisco concentrarmi su quest'intervista del 1986 per ascoltare un intellettuale, un genio pacato del cinema del nostro XX secolo e per sottolineare l'incredibile futilità delle domande dell'intervistatrice che non sono riuscito ad identificare ma che già alla fine degli anni '80 faceva capire ed intravedere l'incredibile vacuità di chi fa le domande per mestiere e non fa del fare domande un mestiere esso stesso. Volontè riesce a manipolare queste domande a suo piacimento estraendone pillole di cultura che portano l'intervistatrice a finire progressivamente sempre più fuori dal piano scenico dell'intervista stessa.


Due passaggi della sua carriera che la dicono lunga sulla sua arte e capacità di «rubare l'anima ai suoi personaggi>> come soleva dire uno dei registi che più lo hanno diretto





Dimenticavo di citare il fatto che per entrambi i film la colonna sonora era di un certo Ennio Morricone... va beh interprete di livello, musica indimenticabile, connubio da brividi.


E per finire ho ritrovato un paio di altri video.

Un'altra intervista di Volontè molto più indietro nel tempo... in cui l'intervistatore era un certo... Giorgio Gaber, ed ora, me la godo fino in fondo...


E l'inizio di un'altro film ("Todo Modo") sempre del binomio Petri-Volontè (con musiche di Ennio Morricone) divenuto a suo modo famoso per i fatti che da lì a breve sarebbero accaduti e che suona oggi invece come un triste e sinistro presagio...




Ed infine alcune altre interpretazioni magistrali ed istrioniche dell'attore diretto anche da altri maestri del cinema quali Marco Bellocchio, Mario Monicelli e Sergio Leone.







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